La Necropoli di Centocamere: architetture funerarie e memoria etrusca

Tombe a camera, cunicoli nel tufo e un paesaggio sepolcrale tra i più complessi di Grotte di Castro.

Sul versante occidentale della collina di fronte al pianoro della Civita si estende la necropoli etrusca di Centocamere, uno dei più articolati complessi funerari del territorio di Grotte di Castro. Scavate nella roccia tufacea e disposte su più livelli, le tombe raccontano una lunga fase della civiltà etrusca, tra architettura, rituali e trasformazioni successive del paesaggio.

Un paesaggio funerario di fronte alla Civita

La necropoli di Centocamere si colloca a sud-ovest rispetto all’antico abitato etrusco della Civita, da cui dista circa un chilometro. Occupa l’intero fronte della collina, con un sistema di sepolture distribuite su almeno tre ordini sovrapposti, seguendo la morfologia naturale del pendio tufaceo.

Dal punto di vista cronologico, Centocamere rappresenta il secondo nucleo sepolcrale di Grotte di Castro dopo quello di Vigna la Piazza. Le tombe finora indagate mostrano un arco cronologico compreso prevalentemente nel VII secolo a.C., collocandosi in una fase più antica rispetto alla necropoli di Pianezze, utilizzata soprattutto nel secolo successivo.

Perché “Centocamere”: cunicoli e alterazioni ottocentesche

Il nome suggestivo di Centocamere non deriva solo dal numero elevato di ambienti funerari, ma soprattutto dalla presenza di un fitto reticolo di fori e cunicoli che collegano tra loro molte tombe. Questi passaggi non fanno parte dell’impianto originario etrusco, ma sono il risultato di scavi clandestini effettuati in epoca ottocentesca da tombaroli, che aprirono collegamenti tra le camere per muoversi più agevolmente alla ricerca di corredi e oggetti preziosi.

A causa di questi saccheggi, una parte consistente dei materiali funerari è andata perduta. Solo una quota dei reperti recuperati è oggi conservata ed esposta presso il Museo Civita, come testimonianza parziale di un patrimonio molto più ampio.

Architettura delle tombe e rituali funerari

Le tombe di Centocamere presentano caratteristiche architettoniche diverse rispetto ad altre necropoli del territorio. In molti casi gli ambienti si sviluppano lungo un asse principale perpendicolare all’ingresso, con la presenza frequente di camere laterali più piccole destinate alle deposizioni.

La tomba più monumentale finora riportata alla luce, identificata come CC4, raggiunge una lunghezza complessiva di sedici metri e comprende cinque camere coassiali e tre laterali. Al suo interno furono deposti diciannove individui, con sepolture in fossa e in loculi ricavati nelle pareti.

Le indagini archeologiche hanno inoltre evidenziato la presenza di antichi percorsi funerari: tratti di sentiero intagliati nel tufo, con gradini scolpiti per superare le zone più ripide, utilizzati durante le cerimonie di accompagnamento dei defunti.

Tombe antiche e nuovi dati dalla ricerca

Le ricerche più recenti hanno messo in luce, a Centocamere, alcune delle tombe a camera più antiche finora note nell’area di Grotte di Castro. Già a partire dalla metà del VII secolo a.C., le sepolture mostrano soluzioni architettoniche complesse, con soffitti a doppio spiovente e deposizioni in fosse scavate direttamente nel piano di calpestio.

Esemplare in questo senso è la tomba CC1, articolata in sette ambienti con diciannove fosse. In una di queste è stato rinvenuto intatto il corredo funerario di una bambina, comprendente un aryballos decorato in stile geometrico, elemento che ha permesso una datazione puntuale dell’impianto della tomba.

Anche la tomba CC2, databile alla metà del VII secolo a.C., presenta una struttura non ancora pienamente codificata, con la coesistenza di banchine, fosse e piccole camere laterali aperte sul dromos, una soluzione che non trova largo seguito nelle fasi successive.

Riusi medievali e trasformazioni del paesaggio

In età medievale, alcune tombe etrusche di Centocamere furono riutilizzate come ambienti per l’allevamento di volatili, i cosiddetti colombai rupestri. Questo riuso, comune in diverse aree tufacee dell’Italia centrale, testimonia la continuità di frequentazione del sito e la capacità delle comunità successive di adattare strutture antiche a nuove esigenze economiche e produttive.

Il paesaggio funerario di Centocamere si configura così come un luogo stratificato, dove architettura etrusca, saccheggi moderni e riusi medievali si sovrappongono, offrendo una lettura complessa e articolata della lunga storia del territorio.

Un tassello fondamentale del sistema archeologico locale

La necropoli di Centocamere è parte integrante della rete archeologica di Grotte di Castro, insieme al Museo Civita e alla necropoli di Pianezze. Pur non essendo integralmente visitabile, rappresenta un contesto chiave per la comprensione della civiltà etrusca locale, delle sue pratiche funerarie e del rapporto tra insediamento, paesaggio e memoria.

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