La necropoli di Vigna la Piazza: le origini funerarie della Civita etrusca

Tombe a circolo, sepolture arcaiche e architetture rupestri nel nucleo più antico di Grotte di Castro.

Sul versante settentrionale del pianoro della Civita si estende la necropoli di Vigna la Piazza, il più antico complesso funerario di Grotte di Castro. Qui, tra la fine dell’VIII e il V secolo a.C., si sviluppano forme sepolcrali che raccontano le prime fasi della comunità etrusca locale, restituendo un quadro articolato di riti, architetture e legami con i grandi centri dell’Etruria.

Un sepolcreto alle origini della Civita

La necropoli di Vigna la Piazza documenta le fasi più antiche dell’insediamento etrusco della Civita. Situata sul versante settentrionale del pianoro, l’area sepolcrale si estendeva originariamente senza interruzioni tra il costone del rilievo di Moncello e il margine affacciato sul fosso Fondo. Oggi questo paesaggio archeologico risulta diviso in due settori dalla Strada Provinciale 48, che ricalca tuttavia un tracciato viario di antica origine.

Per facilitare la lettura del sito, la necropoli viene convenzionalmente suddivisa in:

  • settore A, a monte, caratterizzato da tombe a camera monumentali scavate nel tufo;
  • settore B, a valle, dove prevalgono sepolture a circolo e tombe a fossa.

Le sepolture più antiche: tombe a circolo e rituali arcaici

Le tombe più antiche di Vigna la Piazza, databili alla seconda metà dell’VIII secolo a.C., sono state individuate soprattutto nel settore B. Si tratta di sepolture a inumazione collocate all’interno di circoli di pietre tufacee, spesso ravvicinati tra loro, probabilmente per sottolineare l’appartenenza a uno stesso nucleo familiare.

Il defunto veniva deposto supino, a diretto contatto con il terreno oppure su un piano di lastre litiche; in alcuni casi è attestato l’uso di sarcofagi lignei. I corredi, collocati presso la testa e ai piedi, comprendevano vasellame e oggetti personali, mentre nelle sepolture maschili le armi erano disposte lungo i fianchi.

Questa tipologia funeraria, rara nel territorio della Val di Lago e dell’area orvietana, rappresenta un unicum locale, con confronti significativi nell’Etruria settentrionale e nell’area medio-adriatica.

Dalla fossa alla camera: l’evoluzione delle architetture funerarie

A partire dalla metà del VII secolo a.C., il panorama funerario di Vigna la Piazza si arricchisce di nuove soluzioni architettoniche. Compaiono tombe a camera ipogee scavate nel tufo, articolate in più ambienti per accogliere nel tempo le sepolture dei membri di una stessa famiglia.

Queste strutture, tipiche dell’età arcaica, sono caratterizzate da un lungo dromos che conduce a un corridoio sotterraneo e a un atrio centrale, sulle cui pareti si aprono le camere funerarie. Accanto a esse continuano a essere utilizzate tombe a circolo, soprattutto nel settore B, anche per tutto il VI secolo a.C., segno di una pluralità di rituali e tradizioni coesistenti.

Tipologie tombali e pratiche funerarie

Nel sepolcreto di Vigna la Piazza sono attestate diverse tipologie di sepoltura:

  • tombe a circolo;
  • tombe a camera;
  • semplici tombe a fossa;
  • sepolture a cassone, realizzate mediante lastre tufacee che delimitano e coprono lo spazio funerario, generalmente riservato a un singolo individuo.

Nonostante la varietà architettonica, il rito documentato è esclusivamente quello dell’inumazione, a conferma di una continuità culturale nelle pratiche funerarie locali.

Scavi, ricerche e lettura del paesaggio archeologico

Le prime indagini archeologiche a Vigna la Piazza ebbero inizio nel 1978, con campagne di scavo non continuative che si sono susseguite nel tempo. Le scoperte, documentate nei giornali di scavo conservati presso la Soprintendenza, hanno progressivamente ampliato la conoscenza del sito: dalle prime tombe individuate alla fine degli anni Settanta, fino alle sepolture riportate alla luce nel corso degli interventi più recenti del XXI secolo.

Ad oggi sono state identificate circa novanta sepolture, rendendo Vigna la Piazza uno dei complessi funerari più estesi e significativi dell’area di Grotte di Castro.

Un nodo fondamentale del sistema archeologico locale

La necropoli di Vigna la Piazza rappresenta un tassello essenziale per comprendere le origini della Civita etrusca e i rapporti che questa comunità intratteneva con i centri che gravitavano attorno al Lago di Bolsena, come Bisenzio e Orvieto. Inserita nel più ampio sistema archeologico del territorio, insieme alle necropoli di Centocamere e Pianezze, Vigna la Piazza restituisce un’immagine complessa e stratificata delle prime fasi di vita e di morte nella Grotte di Castro etrusca.

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