Pianezze: la necropoli etrusca di Grotte di Castro

Tombe a camera, “dromoi” nel tufo e la celebre Tomba Rossa.

La necropoli di Pianezze, a pochi chilometri da Grotte di Castro, racconta la storia delle famiglie etrusche di Civita: tombe nel tufo, lunghi dromoi e la straordinaria Tomba Rossa dipinta.

La necropoli di Pianezze e la sua memoria

La necropoli di Pianezze si trova circa tre chilometri a sud di Grotte di Castro, lungo la Strada Provinciale 48. In uso tra il VII e il V secolo a.C., raccoglie almeno ventiquattro tombe a camera scavate nei gradoni di tufo della collina, legate all’abitato etrusco di Civita. Ogni sepoltura era destinata a un nucleo familiare, spesso per più generazioni: nei corredi maschili compaiono armi, in quelli femminili gioielli, fusi e pesi da telaio.

Le tombe sono orientate in direzione sud-est/nord-ovest, secondo le credenze religiose etrusche che associavano il settore nord-occidentale alle divinità dell’oltretomba. Ancora oggi, camminando tra i dromoi e gli ingressi intagliati nella roccia, si percepisce chiaramente l’organizzazione della necropoli come un’area strutturata e autonoma rispetto all’abitato.

Tombe a camera, dromoi e architetture nel tufo

Il modello più diffuso a Pianezze prevede un lungo corridoio scoperto (dromos) che conduce a una porta accuratamente sagomata, seguita da un atrio da cui si aprivano le camere secondarie. In alcuni casi, come nelle tombe P1, P18 o P19, il contrasto fra l’esterno monumentale e gli ambienti interni più sommari racconta le difficoltà di lavorazione del tufo e l’evoluzione dei bisogni della famiglia.

Il percorso nel parco archeologico segue il margine del gradone tufaceo fra ulivi secolari e blocchi di tufo che fungono da punti luce: sulla destra del sentiero si succedono ingressi, scale, corridoi e piccole stanze ipogee, alcune rimaste allo stato di grotticelle, altre rifinite con soffitti a doppio spiovente e columen in rilievo. Ogni tomba mostra una variante sul medesimo schema, offrendo al visitatore un campionario prezioso delle soluzioni adottate dagli scalpellini etruschi.

La Tomba Rossa e il parco archeologico di oggi

Fra tutti i sepolcri di Pianezze spicca la tomba P2, nota come Tomba Rossa, il monumento funerario più celebre delle necropoli di Grotte di Castro. Si raggiunge percorrendo un dromos esterno di circa sette metri e un corridoio interno di quattro metri che immettono in una camera rettangolare con soffitto a doppio spiovente: qui il columen scolpito e dipinto di rosso poggia su una mensola modanata e su un pilastro tuscanico, mentre travi e travicelli sono riprodotti solo con il colore, imitando il tetto di una casa etrusca.

Una piccola camera laterale, anch’essa con soffitto displuviato, accoglieva le sepolture principali. I frammenti ceramici rinvenuti – coppe laconiche e attiche, bucchero grigio di produzione orvietana, ceramiche etrusche a figure nere – indicano una famiglia aristocratica attiva nella seconda metà del VI secolo a.C.

Il parco archeologico, istituito a partire dagli anni Ottanta nell’ambito del “Progetto Etruschi”, rende oggi accessibile questo patrimonio grazie a sentieri, staccionate e pannelli didattici, permettendo di immergersi in un paesaggio dove storia e natura si sostengono a vicenda.

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